giovedì 6 luglio 2017

Giovanni Boldini

Dal 4 Marzo al 16 Luglio 2017 Giovanni Boldini, pittore della Belle Epoque, è di scena al Vittoriano di Roma. 
La rassegna si compone di un primo gruppo di quadri del periodo fiorentino del pittore ferrarese.
Ecco Adelaide in abito bianco e Il paggio, giochi col levriero.


Si passa poi a un più nutrito gruppo realizzato per la Francia, tra il 1871 e il 1878. Fanno parte di questo settore i quadretti concepiti per la Maison Goupil, il ritratto della contessa De Rasty, mecenate e amante, o della flessuosa Berthe, musa e amante.

L'amico fedele, Rendez-vous nel bosco, Il Marchesino a Versailles, Signora che legge, La contessa De Rasty, Berthe che legge un ventaglio.





Un terzo gruppo raccoglie i quadri dal 1879 al 1891, dove lo stile si fa maturo, e infine si succedono i dipinti realizzati tra il 1901 e il 1921.

Dopo il ballo, Signora bionda in abito da sera, Il vestito da ballo, Statua del giardino di Versailles, La tenda rossa, Mademoiselle de Nemidoff,  Ritratto di Lady Colin Campbell. 








In particolare i ritratti delle signore, oltre a identificare la pittura di Boldini presso il grande pubblico, ci restituiscono le storie e il gusto di un'epoca. Mademoiselle de Nemidoff, la mezzosoprano famosa per la sua bellezza, Lady Colin Campbell, che tentò inutilmente di separarsi dal marito senza riuscirci (ricavandone anzi un processo in cui venne riconosciuta come adultera), Franca Florio, la "regina di Sicilia" sul cui ritratto si narra un curioso aneddoto (il marito aveva commissionato il ritratto a Boldini, ma poi trovò la raffigurazione pittorica della moglie troppo sensuale, motivo per cui il pittore dovette ritoccarlo).
Ritratto di donna Franca FlorioRitratto di Goursat detto SemL'uscita dal ballo, Ritratto di Rita de Acosta LydigBusto di giovane donnaAutoritratto a sessantanove anni.





sabato 16 aprile 2016

"Fumetto italiano. Cinquant’anni di romanzi disegnati" - Museo di Roma in Trastevere

Per il rotto della cuffia sono riuscita a visitare il Museo di Roma in Trastevere, in occasione della mostra "Fumetto italiano. Cinquant’anni di romanzi disegnati", in allestimento dal 27-02-2016 al 24-04-2016.
Qui ho avuto il piacere di ammirare gli originali (e che nostalgia il lettering fatto a mano!) non solo dei canonici Pratt, Altan, Crepax, Pazienza, Manara, Toppi, ma anche di Magnus, Gipi, Micheluzzi, Battaglia, Giardino, Igort, Fior, Mattotti, Palumbo, Toffolo, Bacilieri, Baldazzini, Visintin, Reviati, per arrivare a Zerocalcare, Ortolani, Tuono Pettinato, Vanna Vinci e ancora Sara Colaone, Filippo Scozzari, Ausonia, Pia Valentinis, Marino Neri, Gabriella Giandelli, Piero Macola... di alcuni di questi ho segnato nomi e volumi, perché non mancherò di approfondire alle prossime convention sui comics. La mostra raccoglie, su pannelli disposti negli ambienti del museo, tavole di 40 maestri e protagonisti del fumetto italiano. Ho notato che le sale erano frequentate e che la mostra non è passata, perciò, sotto silenzio. Nel bookshop è possibile acquistare diversi volumi degli autori in esposizione.

Pratt e Crepax


 Magnus e Pazienza




 Toppi e Micheluzzi


 Bacilieri e Valentinis


 Visintin e Zerocalcare


 Neri e Fior


Colaone e Ausonia



 Gipi e Vinci



sabato 19 marzo 2016

FAI 2016 - Villa Magistrale del Sovrano Ordine di Malta all'Aventino

Come ogni anno, il FAI festeggia la primavera aprendo luoghi d'interesse artistico nelle regioni d'Italia. 
Nel luogo che nel Medioevo sull'Aventino ospitava un monastero benedettino, nel XIV secolo si costituì la sede del Gran Priorato di Roma del Sovrano militare ordine di Malta
Fondamentale per l'attuale Villa fu la figura del cardinale Rezzonico, nipote di papa Clemente XIII, che nel Settecento affidò al Piranesi la ristrutturazione dell'edificio. 

Una volta superato il portone d'ingresso, che reca oltre alla croce dei Cavalieri di Malta diversi emblemi gentilizi (torre, aquila, corona del Rezzonico), vediamo i parterres di forma geometrica, un magnifico cedro del Libano, le edicole-ninfeo sulle pareti della villa, la villa stessa (che gode di extraterritorialità), di cui visitiamo gli interni. Nel salone, utilizzato anche per incontri diplomatici, osserviamo sulle pareti ritratti in successione dei Gran Maestri dell'ordine. 
L'intervento del Piranesi si estende anche alla Chiesa di Santa Maria del Priorato: la facciata e l'interno sono decorati con raffinatissimi stucchi, di effetto barocco. Il gusto neoclassico della Chiesa era dato da una trabeazione sovrastante il frontone, distrutta intorno al 1848. All'interno della Chiesa è stata collocata la tomba dello stesso Piranesi.